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Rilevazione presenze con le impronte digitali (Storia)
2007-06-01
Una impronta digitale (detta più correttamente dermatoglifo) può essere definita come lo schema alternato di creste e valli che possono essere facilmente rilevate sulla superficie delle dita, in particolar modo sull'ultima falange. Le creste variano in ampiezza da 100 ai 300 micron, mentre il periodo cresta/valle corrisponde all'incirca ai 500 micron.
Esse sono utilizzate da molto tempo ed estensivamente per l'identificazione degli esseri umani in generale.
A livello globale, lo schema di creste/valli esibisce una o più regioni caratterizzate da una forma particolare; esse vengono definite 'regioni singolari'. La presenza di tali regioni determina la classificazione dell'intera impronta in una delle cinque classi definite da Sir Edward Henry in India nei primi anni del ventesimo secolo, espandendo un lavoro precedente di Sir Francis Galton. Già agli albori della loro utilizzazione infatti, appariva necessario un sistema di suddivisione delle impronte in classi per rendere più veloce il processo di comparazione. Tali classi sono chiamate Right Loop (che è rilevabile con una frequenza del 31,7%), Left Loop (33,8%), Arch (3,7%), Tented Arch (2,9%) e infine, Whorl (27,97%).
A livello locale invece, le discontinuità delle creste vengono chiamate minuzie, o 'dettagli di Galton', in onore del primo studioso che ne approfondì lo studio e ne accertò la persistenza. Esse possono essere fatte corrispondere semplicisticamente alle terminazioni o alle biforcazioni delle creste (vedi l'esempio in Figura, dove il cerchio evidenzia una terminazione e il quadrato, una biforcazione), anche se in dettaglio la loro forma può essere descritta in modo più preciso: esistono ad esempio minuzie a forma di punto, uncino e biforcazione multipla.
Esempio di minuzie di tipo biforcazione (nel quadrato) e terminazione (nel cerchio)
 Fonte Wikipedia - Enciclopedia Libera
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